Eccomi: sono tornata. Già da una settimana. A Tirana e alla mia vita normale.
Le coppie di virgolette si sprecano. Come se fosse "normale" che stasera troverò il letto vuoto; a Tunisi mi capitava di spostarmi nella stanza degli ospiti dopo che Vincenzo partiva, per fare finta di non accorgermene; qui dormirei sul divano, ma il frigorifero fa troppo rumore. "Normale" che i miei migliori amici - quelli che diventano come una famiglia - siano persone che fino a ieri l'altro non conoscevo e che da dopodomani, verosimilmente, non vedrò mai più. "Normale" che io abbia lo stesso computer e la stessa scrivania, ma un altro lavoro: posizione più prestigiosa, inquadramento più precario; devo sbrigarmi a attaccare alla parete un poster nuovo, o rischio di non fare in tempo a guardarlo.
Fino a qualche giorno (ormai qualche mese?) fa, non sapevo bene dove stavo di casa. Ora invece mi sembra di non sapere bene cosa ci faccio qui. Perché sono tornata? Perché non ne ho approfittato per lasciare questo posto e questa vita e installarmi in quella tutta nuova che ho intravisto e assaggiato a Bruxelles? Davvero mi erano rimaste talmente tante cose in sospeso, qui, che era così importante che ritornassi?
Probabilmente sì. Solo che ora non mi vengono in mente ... Magari ci vuole ancora qualche giorno: il tempo di riabituarmi a certe assenze e a altre presenze.
Tutto qui.
Sarei felice se qualcuno mi venisse a trovare.
Le coppie di virgolette si sprecano. Come se fosse "normale" che stasera troverò il letto vuoto; a Tunisi mi capitava di spostarmi nella stanza degli ospiti dopo che Vincenzo partiva, per fare finta di non accorgermene; qui dormirei sul divano, ma il frigorifero fa troppo rumore. "Normale" che i miei migliori amici - quelli che diventano come una famiglia - siano persone che fino a ieri l'altro non conoscevo e che da dopodomani, verosimilmente, non vedrò mai più. "Normale" che io abbia lo stesso computer e la stessa scrivania, ma un altro lavoro: posizione più prestigiosa, inquadramento più precario; devo sbrigarmi a attaccare alla parete un poster nuovo, o rischio di non fare in tempo a guardarlo.
Fino a qualche giorno (ormai qualche mese?) fa, non sapevo bene dove stavo di casa. Ora invece mi sembra di non sapere bene cosa ci faccio qui. Perché sono tornata? Perché non ne ho approfittato per lasciare questo posto e questa vita e installarmi in quella tutta nuova che ho intravisto e assaggiato a Bruxelles? Davvero mi erano rimaste talmente tante cose in sospeso, qui, che era così importante che ritornassi?
Probabilmente sì. Solo che ora non mi vengono in mente ... Magari ci vuole ancora qualche giorno: il tempo di riabituarmi a certe assenze e a altre presenze.
Tutto qui.
Sarei felice se qualcuno mi venisse a trovare.
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