sabato 6 dicembre 2008

brief from Trieste

Trieste ha la piazza più bella che abbia mai visto: tre lati di scenografia urbana civile (non religiosa), imponente e lussuosa e un quarto lato completamente aperto sul mare. E dalla Guida Rossa del Touring Club apprendo che il piccolo teatro romano, oggi chiuso fra i palazzi, era concepito originariamente con lo stesso spirito: delle quinte fisse e dietro, come scenario, il mare.
Sono quelle occasioni in cui inevitabilmente mi domando cosa ne farò di una casa proprio a Pisa - l'antica Repubblica marinara senza più mare - e cerco di indovinare il senso remoto dei miei personali simbolismi.

Non spirava la bora in questi giorni, con mio inconfessabile disappunto. Ripenso a quanto profondamente e permanentemente mi abbia segnata il fatto di essere cresciuta in una città sul mare, con la sua mitopoietica liquida di arrivi e partenze e la sua gente insolente e bugiarda, sempre presa di nostalgia per il posto in cui non si trova in quel momento. Penso ai miti di fondazione e alle storie di santi marinai e alle madonne miracolose che deviano i maremoti. Penso all'unica lealtà che conta, che è quella sulla barca che vale la vita o la morte.
E mi chiedo: come deve essere, allora, crescere in una città dove tira un vento che ti porta via?


PS: Questo lungo fine settimana è un anticipo del viaggio di nozze !!!

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