venerdì 19 dicembre 2008

NdA

Quasi un mese senza scrivere, lo so. Sembra strano anche a me; tanto più che non scrivere non implica affatto non pensare, né non sentirmi sola.

E' che ho avuto un'ultima settimana difficile al lavoro, piena di imprevisti, bilanci e sconfitte. Tutto il mese di dicembre è stato pesante: come spesso capita nelle comunità di espatriati, la fine dei contratti coincide con partenze senza biglietto di ritorno. Una parte importante di quel poco che conosco e frequento a Tirana, quindi, non sarà più lì a gennaio 2009.
Capisco che in fondo è un bene, che questo mi spingerà a uscire di più, a familiarizzare con quelli che sono rimasti, a cercare ancora, meglio, più a fondo. Ho bisogno di pensare che ci sono persone sulle quali, in un modo o in un altro, posso contare; ora che ho confermato la mia intenzione di restare, ho bisogno di avere degli amici che non abitino dall'altra parte del mare. E devo rinunciare a fare confronti ...

Tutto questo mi ha stordita e mi ha distratta. Quando volevo scrivere c'era sempre qualche stupida scadenza in ufficio che saltava fuori dal nulla e/o a casa mancava la connessione internet. Ho provato con angoscia la sensazione del tempo che passa inutilmente, del contorno di me stessa che perde consistenza e diventa sfocato mentre io non capisco più come e perché non so se sto bene dove sto. Se a Tirana (e ovunque nel mondo) trovassi un bar che vende birra Raffo, piangerei dall'emozione.

Oggi comunque - cascasse il cielo - prendo un aereo per Budapest. Ho prenotato solo alberghi con accesso internet incluso: sarò più SERENA e racconterò molte più storielle.

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