Ho appena visto un film che parla di un blog e mi ha messo di buon umore: magari anche io con le mie storielle mi salverò da un lavoro che non mi convince e si scoprirà che sono davvero (come io peraltro ho sempre pensato!) una scrittrice; e anche che sono capace di portare a termine un progetto se mi ci impegno ...
Nella storia ci sono due donne: la prima scrive un libro di cucina negli anni Cinquanta e la seconda lo rilegge (e ci scrive un blog) negli anni Duemila. Entrambe hanno mariti molto speciali che credono nei loro progetti e le appoggiano, anche quando la vita diventa complicata e la scrittura invadente. Quindi non mi manca niente!
Il motivo per cui non mi spaventa lasciare il lavoro e trasferirmi a Bruxelles è che da qualche tempo sto pensando seriamente a un nuovo blog, qualcosa a cui potrei dedicarmi finalmente a tempo pieno. Perché no? Stasera ho voglia che sia possibile. Mi è sempre piaciuto immaginare di rispondere "scrivo" a chi mi chiede "cosa fai nella vita?".
Incidentalmente, una scena del film ambientata alla Gare de Lyon mi ha riportata improvvisamente indietro di 10 anni. A un'alba parigina dopo una notte intera passata in treno (solo cuccette; nella mia, io e cinque enormi signore senegalesi) e a un mazzo di roselline rosa appena prese al mercato.
Lui secondo me non se lo ricorda, perché è un uomo distratto; e poi, sono stata sempre io quella che conserva le fotografie ...
Nella storia ci sono due donne: la prima scrive un libro di cucina negli anni Cinquanta e la seconda lo rilegge (e ci scrive un blog) negli anni Duemila. Entrambe hanno mariti molto speciali che credono nei loro progetti e le appoggiano, anche quando la vita diventa complicata e la scrittura invadente. Quindi non mi manca niente!
Il motivo per cui non mi spaventa lasciare il lavoro e trasferirmi a Bruxelles è che da qualche tempo sto pensando seriamente a un nuovo blog, qualcosa a cui potrei dedicarmi finalmente a tempo pieno. Perché no? Stasera ho voglia che sia possibile. Mi è sempre piaciuto immaginare di rispondere "scrivo" a chi mi chiede "cosa fai nella vita?".
Incidentalmente, una scena del film ambientata alla Gare de Lyon mi ha riportata improvvisamente indietro di 10 anni. A un'alba parigina dopo una notte intera passata in treno (solo cuccette; nella mia, io e cinque enormi signore senegalesi) e a un mazzo di roselline rosa appena prese al mercato.
Lui secondo me non se lo ricorda, perché è un uomo distratto; e poi, sono stata sempre io quella che conserva le fotografie ...
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