La mia idea era che questo blog finisse assieme al mio viaggio in Albania. Ho pensato di prendermi un po' di tempo, raccogliere gli ultimi commenti, farne un back-up e cancellarlo. D'altronde le storielle albanesi, al principio, dovevano essere solo un gioco, il modo per non perdere il filo di certi discorsi cominciati da tutta un'altra parte del mare; anche se poi, piano piano, hanno cominciato a vivere una loro vita indipendente, a portarmi in posti che non mi ero immaginata, fuori e dentro di me ... Non mi sembra nemmeno possibile che sia passato così tanto tempo. E forse ha ragione il mio amico Marco che, prima di partire per Sofia, un giorno mi disse che «serenainalbania è imbarazzante: è troppo personale».
Ho un vago proposito di lavorare a una versione cartacea che mi piacerebbe conservare, per ritrovarla un giorno in qualche cassetto e provarne la vertigine. Sospetto che, a rileggerle, la maggior parte delle storielle non mi piacerebbe più o non mi sembrerebbe coerente con la narrazione; pensavo, ad esempio, che potrei eliminare tutte le impressioni dei viaggi fuori dall'Albania, tranne magari il Kosovo.
Eppure: se io non fossi stata in Slovenia, non avrei mai saputo del sangue e del miele; quindi non lo avrei mai usato come argomento di conversazione prima di un film; quindi una persona che allora conoscevo appena non avrebbe mai cominciato a raccontarmi storie di confini. In totale, non ci sarebbe stato per me nessun Kosovo: tanto per fare un esempio ...
Alla fine mi sa che terrò tutto, perché tutto si tiene. Come quell'estate in cui avevo deciso di riprendermi la mia vita e, per cominciare, ho sistemato in dei grandi album quasi dieci anni di fotografie che tenevo in una scatola. Esattamente un anno dopo sarei stata in Africa; ma questo, allora, non potevo saperlo.
Insomma, contavo di chiudere il blog con le mie ultime storielle di dicembre. Tipo: Tiziano con gli occhiali GirgioArmani e il suo imperdibile amico artista che assomiglia a Alvaro Vitali; il caffé-libreria sotto casa di Isabella che sta diventando il nostro nuovo posto preferito; il Tirana Book Festival e il Tirana Film Festival; la mia appassionata ricerca di film albanesi recenti con sottotitoli leggibili; la copia di "In alto mare" dedicata e autografata dall'autore (ma non per me ... ). Vincenzo che viene a riprendermi e diciamo a tutti (per scherzo?) che è per assicurarsi che io venga via ... La casa completamente vuota e l'aria di neve che si sentiva all'improvviso, quel sabato mattina mentre andavamo a Rinas. E infine, inaspettato, il nuovo bar Segafredo dell'aeroporto, con la zona fumatori più geniale che abbia mai visto e un'intera tavolata di persone che adoro.
Così, più o meno, sarebbe finito il blog. E dopo: Bruxelles, una vita tutta da reinventare, e chissà cos'altro.
Questo è quello che mi ero immaginata. Ma così, ovviamente, non è andata.
Anzitutto mi hanno proposto di rientrare subito con un nuovo contratto, a partire dal 10 gennaio. In quanto a tempismo, chi si ricorda del febbraio 2008 a Tunisi avrà a questo punto un déjà-vu ... Ho rifiutato, perché ho deciso che stavolta c'erano delle cose più importanti del mio lavoro, delle cose di cui avevo bisogno; soprattutto avevo bisogno di tempo e di pace e di mettere in ordine le mie valige e di sentirmi bene nella mia nuova casa.
Avevo deciso di lasciare l'Albania, e avevo davvero bisogno di farlo; non tanto per l'Albania ma per me stessa: volevo tornare a casa.
Ho un vago proposito di lavorare a una versione cartacea che mi piacerebbe conservare, per ritrovarla un giorno in qualche cassetto e provarne la vertigine. Sospetto che, a rileggerle, la maggior parte delle storielle non mi piacerebbe più o non mi sembrerebbe coerente con la narrazione; pensavo, ad esempio, che potrei eliminare tutte le impressioni dei viaggi fuori dall'Albania, tranne magari il Kosovo.
Eppure: se io non fossi stata in Slovenia, non avrei mai saputo del sangue e del miele; quindi non lo avrei mai usato come argomento di conversazione prima di un film; quindi una persona che allora conoscevo appena non avrebbe mai cominciato a raccontarmi storie di confini. In totale, non ci sarebbe stato per me nessun Kosovo: tanto per fare un esempio ...
Alla fine mi sa che terrò tutto, perché tutto si tiene. Come quell'estate in cui avevo deciso di riprendermi la mia vita e, per cominciare, ho sistemato in dei grandi album quasi dieci anni di fotografie che tenevo in una scatola. Esattamente un anno dopo sarei stata in Africa; ma questo, allora, non potevo saperlo.
Insomma, contavo di chiudere il blog con le mie ultime storielle di dicembre. Tipo: Tiziano con gli occhiali GirgioArmani e il suo imperdibile amico artista che assomiglia a Alvaro Vitali; il caffé-libreria sotto casa di Isabella che sta diventando il nostro nuovo posto preferito; il Tirana Book Festival e il Tirana Film Festival; la mia appassionata ricerca di film albanesi recenti con sottotitoli leggibili; la copia di "In alto mare" dedicata e autografata dall'autore (ma non per me ... ). Vincenzo che viene a riprendermi e diciamo a tutti (per scherzo?) che è per assicurarsi che io venga via ... La casa completamente vuota e l'aria di neve che si sentiva all'improvviso, quel sabato mattina mentre andavamo a Rinas. E infine, inaspettato, il nuovo bar Segafredo dell'aeroporto, con la zona fumatori più geniale che abbia mai visto e un'intera tavolata di persone che adoro.
Così, più o meno, sarebbe finito il blog. E dopo: Bruxelles, una vita tutta da reinventare, e chissà cos'altro.
Questo è quello che mi ero immaginata. Ma così, ovviamente, non è andata.
Anzitutto mi hanno proposto di rientrare subito con un nuovo contratto, a partire dal 10 gennaio. In quanto a tempismo, chi si ricorda del febbraio 2008 a Tunisi avrà a questo punto un déjà-vu ... Ho rifiutato, perché ho deciso che stavolta c'erano delle cose più importanti del mio lavoro, delle cose di cui avevo bisogno; soprattutto avevo bisogno di tempo e di pace e di mettere in ordine le mie valige e di sentirmi bene nella mia nuova casa.
Avevo deciso di lasciare l'Albania, e avevo davvero bisogno di farlo; non tanto per l'Albania ma per me stessa: volevo tornare a casa.
(continua ... )
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