domenica 19 dicembre 2010

uno dei miei elenchi

Neve a fiocchi grossi sui tetti di Tirana (perché poi ha nevicato sul serio: a proposito di strani fenomeni ... ).

Piccola xhamia preziosa: il minareto sottile, gli affreschi, le tegole rosse, il traffico - intorno - della città.

Panorama di montagne e tramonti di rosa e rossi troppo accesi per essere veri.

Bulevard di notte (quando non c'erano i cantieri) senza traffico, senza pedoni, solo storia di un Novecento distratto.

Pick-up scassato attorno a piazza Skanderberg, sempre di notte.

Svegliarsi, affacciarsi al balcone e non trovare più il mare.

Cavo di internet sospeso per la strada fra la mia finestra, un palo e non ho mai saputo dove.

Vecchina seduta per terra col banchino di libri vecchi usati improbabili e in varie lingue; che nell'attesa legge.

Gjyljana, donna imprenditrice dell'anno.

Tirana fuori dal blloku coi palazzi senza intonaco, a volte senza ringhiere, coi panni stesi sul traffico e molti vasi di fiori.

Guardare mio marito negli occhi in un aranceto d'inverno.

Furgon con l'adesivo di un aeroporto francese e Vivalbania e Andre davanti al biftek Berati.

Navetta Kristal Qender - Stacioni i trenit e "fermata" (volante ... ) al semaforo.

Autobus riciclati che collegano i quartieri di Tirana, però diretti altrove.

Ogni volta che ho attraversato un confine.

Sottotitoli in albanese.

Parole nuove e vecchie che sembrano italiane.

Un certo numero di amici con la barba; per caso.

Ritrovarmi, come ai tempi dell'università; e mandarci la mia figurina, in ufficio, col tailleur i tacchi e il cappotto cammello.

La targa AL su fondo blu con le stelline dell'Unione Europea; con la testa fra le nuvole ...

Esplosione di primavera a un angolo del Lungolana.

Formaggio fatto in casa in un villaggio di montagna.

Nessun commento: