lunedì 28 febbraio 2011

l'ultima parola

Oggi è l'ultimo giorno di questo blog; e anche di Serena in Albania in quanto tale, in effetti. Precisamente tre anni fa - il 28 febbraio del 2008 - ho lasciato Tunisi per trasferirmi a Tirana; questo diario ha seguito i miei pensieri, i miei incontri, le scoperte, l'infinito stupore che trovavo a ogni angolo di strada. Non è mai stato un racconto dell'Albania o sull'Albania ma la storia di un viaggio: di questo specifico viaggio, da una città (invisibile?) con la T a un'altra, con tutti i miei bagagli; fino alla fine. Ed è incredibile come negli ultimi mesi - i mesi delle rivoluzioni di gelsomino - la nostalgia della Tunisia mi sia venuta improvvisa, come una fitta al cuore che proprio non mi aspettavo; e ci sarebbe moltissimo da dire a proposito della ricorrente intempestività delle mie scelte ... ma sarebbe decisamente tutta un'altra storia, e troppo intima. Forse un giorno ripenserò alle montagne coperte di bunker come in questi anni ho ripensato al mare della Marsa e anche l'Albania - con il suo surrealismo insondabile - mi mancherà nello stesso modo? Non so.

Per ora: questa è la nuova Serena, a Bruxelles. Stamattina mi sono svegliata nella mia nuova casa; ho coperto le finestre di carta pacchi perché ci metterò dei secoli a trovare le tende (figuriamoci montarle); ho anche la lavanderia piena di valige impilate perché il mobilificio non ha consegnato l'armadio (hanno anche mandato il tavolo sbagliato e ora devono venire a riprenderselo); scrivo da un Exki perché non si è ben capito quando - e soprattutto come - succederà che Belgacom trasferirà la linea dalla vecchia casa in affitto (quattro traverse più in là verso Etterbeek) a quella nuova. Ma non importa: considerando dove ho passato gli ultimi anni della mia vita, niente in Belgio può farmi capitolare; nemmeno il fatto che amministrativamente ci siamo trasferiti nel Comune di Bruxelles Ville ma secondo le Poste i quattro portoni su questo lato della strada hanno il CAP di Etterbeek. Il Belgio, del resto, ha espresso Magritte (quello delle bombette) e Peyo (quello dei Puffi): mica per niente ...

A parte avere finalmente una vera famiglia (so loved up !!! ), non so bene cosa succederà di me. Cercherò un lavoro, immagino (non che muoia dalla voglia); ho pensato di affittare la casa di Pisa, ma non credo che succederà presto: mi dà pace l'idea di un posto solo mio, un posto in cui tornare, e non sono ancora pronta a rinunciarci. Ho riflettuto a lungo su cosa fare di questo blog e sono sicura che la cosa migliore sia chiudere qui, con questo anniversario. Non escludo in assoluto di tornare in Albania (o in Tunisia ... ), ma non sarà più per viverci: quell'avventura è finita, e mi piace immaginare di chiudere il libro che la racconta - con tutte le immagini, i suoni, le voci, i sapori, i tuffi al cuore - e riporlo nella libreria. Perché se non lo faccio, non sarò mai pronta per nessuna nuova avventura.
So che a volte è difficile capire il modo in cui vado via, ma non è per poco amore: al contrario, amo i luoghi e le persone così tanto che rischierei di rimanere per sempre; e io non sono di quelli che rimangono, non lo sono mai stata ...

Serena a Bruxelles ha ripreso i capelli cortissimi e il suo colore naturale: rosso vivo (naturale secondo la mia personalissima auto-rappresentazione della realtà, è chiaro ... ); calza una versione light chic dei vecchi Camperos degli anni Ottanta (che a Taranto sono arrivati nei primi anni Novanta) e si ostina a cercare almeno un altro paio di jeans moderatamente "a zampa" perché lei, in effetti, è anni Settanta dentro. La mattina fa colazione con una grande tazza di caffè (filter) seduta al bar della sua nuova cucina e guarda fuori da un'intera parete finestra, su altri tetti, un pezzetto di Parlamento Europeo, un parco e una grande strada trafficata cinque piani più sotto. Sta bene: frequenta solo bar non fumatori, ascolta moltissima radio, cammina scalza sul parquet con un piccolo Mac sotto il braccio; se potesse, passerebbe il tempo a disegnare fumetti.
Quanto durerà? Impossibile dirlo ... e poi: che gusto ci sarebbe, a saperlo in anticipo?

Di sicuro non smetterò di scrivere né di viaggiare; e anche senza blog resta sempre facile ritrovarmi: abbiamo addirittura due divani letto a casa, pensati appositamente per gli ospiti - anche con famiglia e anche all'improvviso.

Alla prossima, allora ...

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