martedì 16 settembre 2008

enlargement


Un giorno ho visto una vecchia Mercedes con la targa albanese ritoccata per somigliare a quelle che si usano adesso in Europa: con la striscina blu verticale, il cerchietto di stelle dell'UE e la sigla AL. Ho anche visto su più di un taxi l'adesivo con la bandierina dell'Albania accanto a quella dell'UE (devo scoprire assolutamente dove si vende e procurarmelo). Persino sul palazzo del Comune di Durazzo sventola la bandiera con le stelle in campo blu, come se fossero già "in Europa".

Mi è venuto il dubbio che ci possa essere un'incomprensione culturale fra la DG Enlargement e l'Albania: nella cultura albanese basata sul kanun la parola data è un impegno definitivo ... Metti che qui ora la gente pensa che siccome c'è l'Accordo di Stabilizzazione e Associazione e all'Albania è stato riconosciuto lo status di "potenziale candidato", allora vuol dire che sicuramente il Paese accederà all'Unione europea? Come se nel mezzo non ci fossero negoziati e riforme penosi e un monitoraggio continuo e stringente nel quale anche un capitolo chiuso può sempre essere riaperto "qualora le circostanze lo richiedano" (chiedetelo ai Turchi ... )?

Ma questa spiegazione è troppo contorta persino per me! Propendo invece per un più generico e affascinante senso di appartenenza, che viene rivendicato con una determinazione carica di inevitabilità da un Paese che è uscito da cinquant'anni di pazzesco isolamento e oggi conta un terzo della propria popolazione in emigrazione. Per l'Albania non esistono alternative all'Ue, e anche per l'Unione "lasciare fuori" l'Albania non avrebbe alcun senso.

Lavorare qui mi sta facendo recuperare la passione per la politica internazionale con cui ho fatto l'Università. Vedo - chiaramente - i grandi interessi, le strategie, le famose "scacchiere". Ma quello che mi piace davvero resta soprattutto l'adesivo sulla targa ...

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