sabato 14 febbraio 2009

shën valentini

Non sono sicura che esista un altro Paese al mondo in cui San Valentino diventa una tale festa nazionale. Magari si tratta solo di Tirana che - credo di averlo ripetuto abbastanza spesso - è tutto tranne che lo specchio del Paese. Ma l'agitazione di questo sabato mattina pieno di sole è davvero impressionante, e ci coglie alla sprovvista. In sheshi Skanderbeu incrociamo chiaramente una fanfara e ho letto un'ansa greca secondo cui ci sarebbe stato nel bulevard un vero e proprio carnevale; in effetti, San Valentino era la notizia d'apertura in tutti i tg locali ... però mi pare di ricordare che questo succede anche in Italia (abbiamo una certa predisposizione per esportare il peggio).

Passeggiando per strada si notano due cose. Anzitutto, le vetrine dei negozi di biancheria intima espongono della lingerie - come dire - fantasiosa? a tratti francamente improponibile! Ma in una città in cui lo stivale rosso col tacco a spillo è un must, non mi sento legittimata a stupirmi. La vera nota di colore, comunque, sono i fiori di San Valentino: mimose e garofani rossi. Soprattutto le mimose mi lasciano perplessa: sarà una tradizione locale con dietro una bellissima leggenda che nessuno mi ha raccontato? Sarà l'unico fiore che si trova in grande abbondanza e a buon mercato in questo periodo dell'anno? E per l'8 marzo, cosa si regalerà?

Con questi pensieri in testa mi infilo dall'estetista: mi sono meritata questo pomeriggio di coccole a pagamento. "Cosa ha fatto il tuo uomo oggi per te" è l'argomento che anima la conversazione da un angolo all'altro del salone.
"Veramente mio marito non mi ha ancora nemmeno telefonato", mi scappa detto. Costernazione, rimprovero, una certa compassione riempiono immediatamente gli sguardi, tutti rivolti verso di me ... Non me la sento di bucare questa bolla di sapone color confetto con uno sprezzante "Ma San Valentino è una stupida festa commerciale, noi mica ci teniamo!", e ripiego su un più onorevole e ammiccante "Ma domani vado io in Italia" ... coerente con l'acconciatura frisée che mi sono fatta e con lo smalto rosso molto shocking che mi stanno mettendo sulle unghie.
L'ordine sacro della seduzione e dei ruoli di genere è ristabilito, tutte sono sollevate, il mio prestigio sociale è intatto e mio marito è salvo dall'ignominia interculturale. Amen.

In realtà (e tanto per chiarire che non vivo per davvero in un universo parallelo), l'Albania è un Paese in cui la violenza contro le donne - soprattutto quella domestica, perpetrata da familiari - conosce una diffusione e un'asperità intollerabili. Eppure se ne parla pochissimo, è un tabù, e lavorare su questo tema è difficile anche per chi sta sul campo. Nessun angolo del mondo è libero da questo odioso, profondo e radicato convincimento che le donne sono oggetti e che non devono mai "alzare la testa". Però qui mi capita di sentire storie che non saprei e non vorrei mai dover raccontare.

Comunque, teniamoci la festa e gli scherzi e i fiori incongrui. Con l'augurio che possa essere, prima o poi, vero amore ...

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