martedì 18 maggio 2010

break the wall of silence

Indosso fierissimamente la mia nuova maglietta preferita. Dice Thyej murin e heshtjes: thuaj JO homofobisë; che significa "rompi il muro del silenzio: di' no all'omofobia". Era il gadget della giornata di ieri, che ho scoperto - con colpevole ignoranza - essere la giornata internazionale contro l'omofobia.

Mi sembra una di quelle coincidenze paradossali che tendono a capitarmi (ma capitano, davvero, le coincidenze?) quando sto andando via da un posto. Sono mesi che penso a quanto mi manca una certa parte - questa certa parte - della mia vita e mi chiedo se, almeno a Bruxelles, riuscirò a riacchiapparla. Sono anche mesi che rifletto su quanta poca pazienza mi sia ancora rimasta per conciliare il mio ruolo a me stessa. E poi le persone con cui mi sento meglio le incontro sempre quando ho già il biglietto in tasca e le valige in mano; ovviamente.

Sono stata felice di esserci, ieri sera. Mi divertiva e mi faceva tenerezza: sembrava di essere tornati a Pisa ai tempi del GAO ... Quando ero giovane e brillantemente incosciente e il personale mi era politico e dicevo e facevo qualsiasi cosa mi venisse in mente. Quando ero io, insomma.

Una delle 5 cose molto semplici che si potevano fare ieri a Tirana per sostenere la lotta all'omofobia era postare la locandina della giornata su facebook. Siccome su facebook non ci sono, l'ho postata da qualsiasi altra parte. Compreso questo blog.




PS: Proprio come ai tempi del GAO, amo quelli che ci sono perché davvero non sentono la differenza. Non per curiosità, né per correttezza politica, né perché hanno l'amico del cuore gay. Significa più di quanto si possano immaginare.

Nessun commento: