sabato 25 settembre 2010

nike të ra

Ho avuto qualche difficoltà a preparare la valigia. È sempre piuttosto seccante comprimere 6 settimane di vita in un bagaglio massimo di 20 kili, e quei pezzenti di Alitalia non c'è versi che mi restituiscano i privilegi da club Ulisse con la franchigia di 10 kili extra. In più, faccio sempre questi viaggi a Tirana nel bel mezzo dei cambi di stagione, per cui devo portarmi addirittura due tipi di tailleur e selezionare tutto il resto ai minimi termini.
Poi non è nemmeno simpatico essere l'unica che ha solo quattro combinazioni possibili di vestiti mentre chiunque altro intorno a me ha traslocato armi e bagagli e si presenta a ogni riunione e ogni sera al bar con addosso una giacca o una camicetta diversa ...

Provvisorietà: devo farmene una ragione; l'epoca in cui ero qui per restarci è finita da un pezzo, a dicembre l'anno scorso. Il resto è come viene.

Mi sono impegnata all'ultimo momento per far stare in valigia un paio di sandali eleganti (BBC Weather Forecast dava giustamente 30°C a Tirana) e altre due paia di scarpette da ufficio e sono rimaste fuori le scarpe da ginnastica. "Come arrivo me le ricompro", mi sono detta.
Così oggi sono andata al mercato e ho ritrovato il più grosso banchino di scarpe taroccate di Tirana; ho comprato un paio di nike uguali e identiche (col baffo storto) a quelle che già avevo, che a maggio avevo giudicato inutile traslocare a Bruxelles. Invece che nere e rosse le ho prese bianche e rosa, giusto per non perdermi nei miei déjà-vu.

In ogni caso è solo una questione pratica: nessuna metafora annessa!

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