lunedì 20 settembre 2010

një tjetër vjesht në Tiranë

Lo so: non avrei dovuto lasciare il blog in sospeso. Dovevo chiuderlo alla fine di maggio, come previsto, dopo aver pubblicato i "titoli di coda".

La verità è che anche la mia vita è rimasta in sospeso, durante questi mesi estivi. Sono partita lasciando per sempre l'appartamento e il quartiere in cui ho vissuto per più di due anni; ho dovuto buttare o regalare tutto quello che non entrava nella valigia e me ne sono andata di martedi mattina, senza nemmeno chiedere l'auto di servizio. Mi ricordo di aver provato, lì per lì, un grande senso di pace.

La spola fra Tirana e Bruxelles quest'anno non è stata semplice, per tanti motivi. Avevo voglia di casa: una casa con dentro una famiglia, non una con l'armadio vuoto.

A Bruxelles ho dormito molto, per giorni interi. Poi mi sono tagliata i capelli corti e sono partita in luna di miele a Istanbul, per respirare il mare. Al ritorno ho cominciato a chiedermi cosa fare dei miei giorni, di tutta quella casalinghitudine all'improvviso. Sono andata alla libreria inglese e ho investito un piccolo patrimonio in un manuale di Colloquial Albanian della Routledge. E una volta arrivata a casa ho pensato: ma cosa sto facendo ...

Nel frattempo mi hanno proposto un altro incarico, sempre a Tirana; così l'ho accettato, mentre cerco qualcos'altro. Ho voglia di altri paesi, altri orizzonti, anche altre lingue; ho voglia d'Africa, da un po' di tempo.

Quindi sì: sono ritornata. Ma non per davvero, non profondamente; per qualche tempo sarò qui solo di passaggio. E visto che sono qui, riprendo questo diario di viaggio; perché mi fa compagnia pensare che qualcuno, da qualche parte, legge le mie storielle ...

PS: Grazie a tutti quelli che, in questi mesi, hanno continuato a controllare il blog e a lamentarsi che non scrivevo più!

2 commenti:

sfigatta ha detto...

ben tornata...

Mark ha detto...

C'era anche qualcuno che controllava ma non si lamentava, causa congenito sabaudismo :-D