domenica 27 settembre 2009

con gli occhi degli altri

Da quando sono qui, nessuno è riuscito a farmi una bella fotografia ... e dire che frequento un numero spropositato di gente con macchine fotografiche semi-professionali!
Ho quindi elaborato una mia personale teoria: il fatto è che nessuno riesce a mettermi a fuoco. In generale non è facile "prendermi in foto" (ne sa qualcosa il fotografo del matrimonio...). Mi muovo, mi innervosisco, mi giro dall'altra parte all'ultimo momento; c'è sempre qualcosa che non va, e sono del tutto incapace di mettermi in posa.
Eppure non sono io che sfuggo: sono gli altri che non riescono a prendermi!

L'unica foto scattata a Tirana che mi piace molto l'ha fatta Ettore a me e Vincenzo, a conferma della mia ipotesi. E poi c'è quella della conferenza di maggio, che è bella perché è incongrua: sembro uscita da una copertina di Vanity Fair però sorrido (a Giorgio, direi) perché sono felice.
Veramente anche nella foto che fa da copertina a questo blog sono io, anche se non si vede: credito a Tiziano che almeno ci prova!


Visto che evito gli specchi, i ritratti sono l'unico modo che ho per guardarmi dal di fuori. Anzi: guardarmi con gli occhi degli altri, che mi sembra un'idea estremamente affascinante. Come quando guardo io le persone e le cose che finiscono nelle mie storielle (e in molti altri appunti di storielle che non posso raccontare).
Anche io - la parolaia! - vorrei essere raccontata, qualche volta: vorrei vedere un mio ritratto e riconoscermi; lo farei con infinito stupore. Possibilmente per foto ...

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