lunedì 2 novembre 2009

pezzetti

Marito viene, marito va. Sento che la mia capacità di resistere a questi sbalzi di emozioni è ridotta al minimo; i consueti strumenti diversivi - tipo denial, sedute intensive dall'estetista più kitsch di Tirana e/o ossessione compulsiva per l'apprendimento delle declinazioni in shqip - sono sempre meno efficaci. Va bene che il craquelé ha un suo fascino fragile, ma a un certo punto bisogna anche sapersi ritirare; finché si è ancora a tempo.

Soffro di un persistente senso di disorientamento; come un rumore, un'interferenza di sottofondo. Nella mia testa bukha, tibarine e raki stanno sullo stesso scaffale del supermercato; la giornata finisce solo col canto del muezzin (come ci si accorge, sennò, che sta per calare il sole?); çai è una parola universale; ancora, a volte, credo di uscire sul balcone e trovare il mare. Per sapere dove mi trovo devo concentrarmi sulla luce: il cielo prende sfumature diverse vicino alle montagne, a questa latitudine; l'ho detto sempre che a Tirana, prima del tramonto, il cielo è straordinario.
Succede un po' come quando si viaggia e si cambia letto e al mattino, prima di essere completamente svegli, si allunga la mano verso un comodino che non c'è. Prima di essere completamente sveglia, non so se sono nel mio letto a Pisa, a Tirana o a Bruxelles. Cerco sempre una maglietta o un paio di scarpe che ho già traslocato da un'altra parte. Ci vuole una enorme quantità di energia per gestire l'ubiquità. Attenzione ... concentrazione ... ritmo e vitalità ...

Niente: sono troppo stanca.

Un'altra delle mie valige è partita per Bruxelles. Questo stillicidio di trasloco cominciato a luglio è quasi finito; se tutto va secondo i miei piani, potrei addirittura lasciare l'Albania con i 20 kili regolamentari di Alitalia e il Mac nello zainetto. L'armadio ormai è quasi vuoto: come se fossi appena arrivata; come se fossi venuta per stare solo qualche mese. Alla fine sarà: come se non fossi mai stata qui? A parte questo cybersproloquio, cosa resta di serenainalbania? Chissà se ha senso fare un parallelo fra impronta ecologica e impronta emotiva ...

Ho la chiara impressione di starmi smaterializzando. Mi conforta tuttavia l'idea che l'uomo che amo stia mettendo da parte tutti i pezzetti: così poi avrò tempo e modo per ricompormi. Inshallah ...

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