giovedì 11 marzo 2010

greco-albanese

La Grecia deve essere l'unico posto al mondo, fuori dall'Albania, in cui gli sportelli bancomat parlano anche shqip.

Contrariamente a quello che forse immaginano gli italiani, in effetti, è la Grecia la prima destinazione dell'emigrazione albanese; solo che si tratta di un flusso ondivago, non stanziale, ancora molto irregolare e fortemente stigmatizzato. I greci, del resto, usano stigmatizzare qualsiasi minoranza etnica che si trovi attorno ai loro confini, e relativi paesi di appartenenza (leggi: Macedonia, Albania, Turchia), con buona pace della politica di vicinato e degli impegni sull'allargamento europeo ... Le "questioni" a volte diventano talmente paradossali che non riesco a convincermi che siano davvero sull'agenda politica nazionale e internazionale.

Gli albanesi, nello specifico, sono considerati come i terroni d'antan; vale a dire come noi consideriamo ancora i "vu cumpra" (che spesso hanno anche cambiato nazionalità, da quando il termine è stato coniato ad oggi) o gli altri immigrati africani sfruttati dal caporalato meridionale nelle piantagioni di pomodori. Come dire: c'è sempre qualcuno più terrone di me ...
Il sistema bancario, comunque, non bada a queste sciocchezze: molti albanesi che non leggono il greco ma aprono conti correnti ergo il bancomat aggiunge l'opzione shqip alle più comuni inglese, francese e tedesco. Devo dire che in Albania alcuni bancomat parlano anche italiano (piuttosto male), ma sospetto siano solo quelli dei gruppi bancari italiani!

Durante il Film Festival di Tirana, l'anno scorso, abbiamo visto un film assolutamente geniale sulla multiculturalità greco-albanese: "Akadimia Platonos". Ammesso che si riesca a trovare da qualche parte online (però ancora non si è materializzato nella mia DVDteca pirata di fiducia ... ), lo consiglio vivamante per dare un'occhiata a questo "lato" della storia albanese - questo che confina con la Grecia, intendo - a cui dall'Italia non facciamo mai caso.

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