Qualche giorno fa mi raccontavano di un gruppo di italiani venuti in Albania per andare a caccia, sulle montagne al nord. Niente di nuovo, ho pensato io: ne abbiamo incrociati anche in Tunisia di questi (rincoglioniti) fanatici delle armi che partono in gruppo per fare gli sbruffoni in deroga alla normativa italiana sulla caccia e sulla tutela delle specie selvatiche. Tralascio qui i discorsi che ho sentito fare a questa gente, traboccanti di una specie di razzismo da colonialisti di provincia che è tanto antico quanto - sfortunatamente - sempre attuale.
Comunque, avevo imparato che esiste tutta una regolamentazione di sicurezza sul trasporto speciale di armi, che devono viaggiare a parte in aereo, con documenti appositi, con le munizioni separate, controlli specifici e presa in consegna da parte delle autorità di polizia alla frontiera, eccetera. Così mi sono chiesta: e per venire in Albania via nave con le armi chissà che controlli ...
"Controlli? - mi hanno risposto - Ma no, che controlli? Vengono senza niente, dice che le armi gliele danno direttamente qui quelli che organizzano le battute di caccia".
Segue un momento di perplesso silenzio.
A volte ci sono cose su cui è meglio non farsi troppe domande.
Comunque, avevo imparato che esiste tutta una regolamentazione di sicurezza sul trasporto speciale di armi, che devono viaggiare a parte in aereo, con documenti appositi, con le munizioni separate, controlli specifici e presa in consegna da parte delle autorità di polizia alla frontiera, eccetera. Così mi sono chiesta: e per venire in Albania via nave con le armi chissà che controlli ...
"Controlli? - mi hanno risposto - Ma no, che controlli? Vengono senza niente, dice che le armi gliele danno direttamente qui quelli che organizzano le battute di caccia".
Segue un momento di perplesso silenzio.
A volte ci sono cose su cui è meglio non farsi troppe domande.
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