Mentre andavamo in Comune, mia sorella Valeria si è fermata al mercato a chiedere il prezzo di un paio di stivali. Sia io che Vincenzo ci siamo molto emozionati alla lettura dell'atto di matrimonio da parte del funzionario (è che siamo burocrati dentro). Alessio, che faceva da testimone, è riuscito a distrarsi durante i cinque minuti che dura la cerimonia e alla domanda "i testimoni hanno inteso?" ha risposto solo Palma. Il Manfro è arrivato in ritardo, stavamo già per scendere le scale. GP non c'era, trattenuto a New York da improrogabili impegni di lavoro. Quaini si era scordato le scarpe buone e ha fatto tornare indietro la macchina per riprenderle. Fabri a una certa ora voleva intonare i canti alpini. Due fusti da 30 litri di birra non sono bastati. Tutti si sono trovati a piazza dei Miracoli e sono saliti sulla Torre. Il cielo era azzurro e il lungarno faceva la cartolina, con quelle sue moine di colori e forme e tramonti di novembre che alla fine mi emozionano, anche senza il mare.
Ogni cosa era al suo posto, insomma. E' stato davvero un bel matrimonio ...
Ogni cosa era al suo posto, insomma. E' stato davvero un bel matrimonio ...
2 commenti:
troppo triste non esserci stato, troppo triste vedere quelle foto senza di me...ma tu eri e sei la sposa più figa di tutto il decennio in corso....
posso avere un po' di foto in più solo su di te? i tuoi stivali erano fantaaaaaastici!!!
tanti baci allo sposo!!!!!!
una lacrimuccia per l'assenza, tante altre per la commozione, e mille baci per te.
Gianpaolo
Già, pensavo che dovessi limitarmi ad una firma e, non sapendo che anche ai testimoni viene chiesto di pronunciare un sì, mi sono lasciato trasportare dall'atmosfera ... non è che fossi proprio distratto.
A posteriori quel che mi diverte è la convinzione che anche Serena non fosse informata su questo punto. Se l'avesse saputo so che certamente mi avrebbe guardato con divertita severità dicendomi "Alessio, anche tu devi dire sì, non sconnetterti vabbène?"
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