sabato 29 novembre 2008

internet

Ho provato a cercarmi con google.

Con mia grande soddisfazione, è quasi impossibile trovarmi, perché sono omonima di una famosa scrittrice che ora è anche la legale proprietaria del dominio composto col nostro "nomecognome.it". Peraltro alcuni anni fa, quando maneggiavo questo tipo di cose, mi aveva rapidamente sfiorato l'idea di acquistare io tutti i domini collegati - che all'epoca erano ancora liberi - perché prima o poi me li sarei potuti rivendere; ma, come spesso mi capita, mi sono rapidamente distratta e non ho concluso un bel niente.
Certo, facebook un po' mi frega (anche se ho trovato una decina di omonime italiane), motivo per cui credo che all'inizio del 2009 chiuderò il mio profilo e tornerò nel mio beato e discreto anonimato. Sono più una tipa da skype, così posso restare in contatto con un gran numero di persone a costi contenuti e ovunque nel mondo, senza l'effetto collaterale di essere rintracciabile da un motore di ricerca pubblico.

Anche questo blog è piuttosto discreto. Diciamo che non ci si finisce per caso, a meno di stare facendo delle ricerche sull'Albania (a proposito: sto preparando una mini serie su Tirana per quegli altri blogger che mi hanno invitata ... ), che è appunto l'unica ragione per cui mi fa piacere essere trovata anche dai lettori occasionali. Il resto è voyeurismo, e lo trovo abbastanza inquietante.

In fondo, sono cresciuta sotto il sole del sud e sono abituata alle persiane (blu) alle finestre: sono gelosa della mia intimità! Anche per questo il blog ha una data di scadenza, oltre che per il fatto che sento il bisogno di fare un salto, di raccontare altre storie in un altro modo e con tutto un altro spessore. Ci sto pensando.

venerdì 28 novembre 2008

festa nazionale

Oggi è la festa nazionale dell'Albania. E' il giorno dell'indipendenza, come il nostro 2 giugno, e si commemorano sia la Dichiarazione di Valona del 1912 che diede vita all'Albania moderna e risorgimentale, sia la gloriosa insorgenza di unità nazionale capeggiata da Skanderbeg nel 1443.

Per me significa restare a casa in totale modalità stand by. Sono stata costretta a uscire solo quando è venuta la governante perché non ama che le stiamo fra i piedi; almeno sono riuscita a spiegarle che il plaid che trova sul divano dovrebbe lasciarcelo perché lo uso la sera per guardare la tv, invece di riporlo tutte le volte talmente in cima all'armadio che devo fare le acrobazie per tirarlo fuori.

Sono andata banalmente al bar, a leggere e bere un costosissimo nescafé schiumoso al caramello che costituisce la mia personale addiction del momento. Non fa ancora tanto freddo e comunque ci sono in media 10 gradi in più che nelle altre capitali balcaniche; anche a partire da questa semplice constatazione si potrebbe riflettere su fino a che punto qui sia "Balkans" (ma sarà per un'altra volta). Quest'aria nuova mi fa pensare continuamente all'Irlanda, come se - per qualche strana ragione - quella fosse l'ultima volta che ho vissuto in inverno, benché siano passati ormai talmente tanti anni che trovo quasi imbarazzante contarli. Forse è l'unico inverno seriamente freddo in cui mi sia mai imbattuta e il mio cervello tira fuori i ricordi per prepararmi al peggio?

In occasione della festa ci sono le giostre in città; cioè proprio IN CENTRO città: piazza madre Teresa e piazza Italia. L'emplacement è bizzarro ma tutto sommato funzionale. Il mio amico Ettore sostiene che a Tirana in questi giorni ci sono le notti bianche, ma non ho ancora riscontri oggettivi per questa informazione. D'altra parte, non sarà mica per niente che Edi Rama ha vinto il concorso di Mister Sindaco del Mondo nel 2004 ... (Veltroni si è classificato terzo).

martedì 18 novembre 2008

novembre a Tirana

Quando sono uscita dall'aeroporto ho sentito nell'aria l'odore della neve, anche se deve essere ancora lontana sulle montagne e a Tirana - a quanto mi dicono - nevica di rado. Forse sta per cominciare davvero l'inverno, anche se mi sembra ancora presto.

A casa, mentre ero sotto la doccia, è saltata la corrente. Fortuna che ho importato, dal mio precedente viaggio in Italia, una di quelle lampade di sicurezza che si accendono per qualche ora se c'è un calo di tensione. Posto che la governante SMETTA di staccarla dalla presa e riporla nell'armadio, quindi, confido che non resterò completamente al buio durante i black out. Il problema è se mi sono appena fatta lo shampoo ...

La luce comunque in questo caso è tornata quasi subito, e io non mi sono congelata. E' stata un'anteprima d'inverno? Uno spiritoso "bentornata" da parte della mia nuova città ospite? Quando sono venuta qui per la prima volta l'anno scorso era novembre, faceva molto più freddo e c'erano i tagli tutti i giorni. Mi ricordo perfettamente che trovavo la cosa divertente ed eccitante, almeno quanto l'idea di poter dire a qualcuno "occhio al tombino" mentre passeggiamo per strada ... (sarò sempre grata a Quaini per avermi dato questa soddisfazione!).

Non lo so cos'è che mi produce questo strano effetto: un misterioso mélange di pazienza africana, destino pugliese e arie balcaniche?

lunedì 17 novembre 2008

ci sposiamo #4

Domani mattina io e mio marito andiamo insieme in aeroporto. Solo che io parto per Tirana e lui invece per Palermo.

Forse siamo il prodotto di questi tempi strani e "metrosexual" (anche se io, onestamente, lo trovo abbastanza stancante!). Oppure siamo figli non voluti di un Paese che non ci capisce. Di sicuro era vero che, come ho ripetuto infinite volte, il matrimonio non avrebbe cambiato nella sostanza la nostra relazione ...

Per un po' porterò l'anello con cui mi sono sposata, anche se è abbastanza impegnativo. Ma col tempo e in generale terrò solo la fede, la solita, quella di sempre. Perché ora la porta anche lui uguale: mio marito ...

domenica 16 novembre 2008

ci sposiamo #3


Mentre andavamo in Comune, mia sorella Valeria si è fermata al mercato a chiedere il prezzo di un paio di stivali. Sia io che Vincenzo ci siamo molto emozionati alla lettura dell'atto di matrimonio da parte del funzionario (è che siamo burocrati dentro). Alessio, che faceva da testimone, è riuscito a distrarsi durante i cinque minuti che dura la cerimonia e alla domanda "i testimoni hanno inteso?" ha risposto solo Palma. Il Manfro è arrivato in ritardo, stavamo già per scendere le scale. GP non c'era, trattenuto a New York da improrogabili impegni di lavoro. Quaini si era scordato le scarpe buone e ha fatto tornare indietro la macchina per riprenderle. Fabri a una certa ora voleva intonare i canti alpini. Due fusti da 30 litri di birra non sono bastati. Tutti si sono trovati a piazza dei Miracoli e sono saliti sulla Torre. Il cielo era azzurro e il lungarno faceva la cartolina, con quelle sue moine di colori e forme e tramonti di novembre che alla fine mi emozionano, anche senza il mare.

Ogni cosa era al suo posto, insomma. E' stato davvero un bel matrimonio ...

giovedì 6 novembre 2008

ci sposiamo #2

Ho preparato la valigia, senza sapere bene cosa metterci dentro. Del resto, cosa si mette in valigia quando si parte per andarsi a sposare? Sarò a Pisa domani, se tutto va bene; ho voglia di casa. Sospetto che troverò pioggia e la cosa mi fa sorridere: ci sarà un motivo se metà novembre NON è periodo di matrimoni! Ho voglia di fare foto, di raccontare moltissime storie.

So che tutti ci chiederanno dell'Albania, e noi saremo ambasciatori del fascino misterioso della storia che sentiamo qui. So che vedere le persone della mia Tunisia sotto il cielo piccolo fra il fiume Arno e i Monti Pisani mi risulterà incredibilmente incongruo. So che ci saranno persone del passato, persone che tornano, persone di tutta la vita. Ci saremo, quelli di Via Montello. Quelli della laurea. L'Aula R ma quella vecchia. I colleghi dell'altro lavoro, di altri lavori. Eccetera.

Considerando che il primo brindisi sarà verso mezzogiorno e alle 19 comincia l'open bar in birreria, in quale momento della giornata sarò già così ubriaca da commuovermi coi miei stessi ricordi?

Non ho ancora comprato il vestito. Mi sposo con lo stesso anello che già porto al dito. Indosserò delle perle, ma nere. Una volta tornando a Pisa ho trovato a casa un mazzo di girasoli e un foglio A4 ripiegato scritto a mano che diceva "vuoi sposarmi?". Sì, ho pensato io.


Voglio sposarti da quella sera che mi avevi preparato una sorpresa per il mio compleanno, ma io ero bloccata in ufficio dalle buste paga. E tu, dopo più di un'ora che mi aspettavi, sei venuto a cercarmi con un ingombrante regalo nello zaino. Perché avevi deciso di stupirmi, di dimostrarmi che sapevi stupirmi (perché si sa che io non amo restare dove mi manca lo stupore). A occhio e croce, direi che ti ho sposato già da allora ...

mercoledì 5 novembre 2008

a caccia

Qualche giorno fa mi raccontavano di un gruppo di italiani venuti in Albania per andare a caccia, sulle montagne al nord. Niente di nuovo, ho pensato io: ne abbiamo incrociati anche in Tunisia di questi (rincoglioniti) fanatici delle armi che partono in gruppo per fare gli sbruffoni in deroga alla normativa italiana sulla caccia e sulla tutela delle specie selvatiche. Tralascio qui i discorsi che ho sentito fare a questa gente, traboccanti di una specie di razzismo da colonialisti di provincia che è tanto antico quanto - sfortunatamente - sempre attuale.

Comunque, avevo imparato che esiste tutta una regolamentazione di sicurezza sul trasporto speciale di armi, che devono viaggiare a parte in aereo, con documenti appositi, con le munizioni separate, controlli specifici e presa in consegna da parte delle autorità di polizia alla frontiera, eccetera. Così mi sono chiesta: e per venire in Albania via nave con le armi chissà che controlli ...

"Controlli? - mi hanno risposto - Ma no, che controlli? Vengono senza niente, dice che le armi gliele danno direttamente qui quelli che organizzano le battute di caccia".

Segue un momento di perplesso silenzio.

A volte ci sono cose su cui è meglio non farsi troppe domande.