domenica 6 luglio 2008

reporting from Fiesole #1

Questa notte dormo a Firenze allo IAO, l'Istituto Agronomico per l'Oltremare, che è - chioso per i non addetti ai lavori - un pezzetto del Ministero degli Affari Esteri italiano, anzi proprio della Cooperazione italiana allo Sviluppo (cfr. legge 49/1987). E' infatti uno di quei posti per i quali ho sempre pensato e sperato di lavorare, specie quando ero più giovane e più sprovveduta. E oggi eccomi qui ... non per lavoro però, almeno non precisamente.

Passerò qui a Firenze due settimane, e lo IAO semplicemente dispone di una specie di “struttura ricettiva” (direi una casa dello studente, se vogliamo chiamare le cose col loro nome!) convenzionata con l'Istituto Universitario Europeo. E questa è la vera notizia: che sono stata ammessa a partecipare (con tanto di borsa di studio) ad una delle esclusive Summer School dell'IUE, questa specie di faro illuminante della ricerca e della divulgazione scientifica in Europa che io ho sempre guardato da lontano con invidia e ammirazione. Non che quelli dell'IUE siano particolarmente più in gamba di me che vengo dalla Statale di Pisa, come non lo sono mai stati quelli della Scuola Sant'Anna; però insomma ... diciamo questa cosa sta nel mio CV come una stelletta!

La scuola è su “migration and development”, il tema con cui è cominciata la mia carriera di ricerca e di cui oggi anche al lavoro torno - finalmente - a occuparmi. Non so se il comitato di selezione si è lasciato impressionare dal mio curriculum accademico (ormai un po' datato), dalle mie pubblicazioni (nessuna particolarmente prestigiosa) o dalla mia lettera motivazionale ... o se semplicemente avanzava un posto! Fatto sta che sono qui e che domattina alle 8:00 assisterò all'allocuzione di benvenuto di - nientedimenoche - Philippe Fargues; ho comprato un tailleur di lino apposta (color pervinca), nel quale prevedo di sciogliermi a meno che il Refettorio dell'antica Badia fiesolana non si dimostri inaspettatamente al riparo dalla nota calura fiorentina (quella che - deh: non c'è una BAVA di vento).

Saranno giorni molto intensi, con 8 ore di lezione, seminari, compiti a casa, mentre io sto ancora disperatamente cercando di mettermi in pari per il CAST RELEX del 18 luglio. Ho fatto solo un'altra Summer School prima di questa, quando avevo appena iniziato il dottorato, e me la ricordo come impegnativa e bellissima, anche perché era in women's studies. Certo: io ora ho un'altra consapevolezza, più maturità come ricercatrice e anche un insight (che a me piace moltissimo) nel “dietro le quinte” del policy-making; quindi non mi sento di fare previsioni, ma sono molto positiva.

Peccato che mi sono scordata a Tirana: la macchina fotografica, il caricabatterie del cellulare e l'adattatore della spina del Mac. E anche il mio quasi-marito ...

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