domenica 10 ottobre 2010

e dielë në Tiranë

Una delle mie solite domenica a Tirana.

Ho trovato per caso un piccolo bar pasticceria che fa un cappuccino veramente italiano, in tazza grande e con la schiuma spessa, e una torta al cioccolato da leccarsi i baffi; c'è ancora il sole e si può fare colazione all'aperto, in questo spiazzo vicino al fiume, in mezzo a un gruppo di palazzi che devono essere degli anni Trenta: si riconosce il Liberty italiano di fondo, nonostante l'aggressione del tempo e della modernità all'improvviso.
Sono andata fino a rruga Islam Alla per cercare in un supermercato il raki di una marca che preferisco, ma non lo vendono più; invece ho preso un barattolino di miele millefiori (shumëlulesh) di Korça e una busta di peperoncino (spec i kuq pikant i plotë). Il made in Albania è ancora raro: tutto si importa, tutto è meglio se viene da fuori; così quando lo trovo ne approfitto; per curiosità, e per principio.
Agli angoli di strada le contadine vendono bietola, spinaci, mazzi di erbe per il çai mali; da qualche parte credo di aver riconosciuto la cicoria selvatica, quella che mio nonno andava a raccogliere fuori città perché non si trova al mercato, e che in Puglia si mangia col puré di fave. Fa strano prendere le caldarroste sotto il sole ma non resisto: siamo pur sempre in autunno, no?

Mi piace quest'umanità minuta, questo bazar anarchico, l'idea della campagna che non si arrende alla città, nonostante tutto. Le casette coi tetti di tegole rosse che resistono ai mostri-grattacieli del "piano urbano" della Bashkia e Tiranës. Laddove, a causa dei lavori, si riorganizza la topografia delle fermate degli autobus, subito compaiono il tabaccaio ambulante, quello coi semi di zucca, la griglietta delle pannocchie e una o due signore con la cassetta delle banane. Certo: questo a volte significa che il marciapiede si intasa e attraversare la strada diventa abbastanza pernicioso; inoltre sospetto che esisterà un qualche boss del marciapiede che "amministra le licenze", probabilmente non proprio una brava persona ...

Sia come sia, questo è il cuore di Tirana, alla confluenza fra passato e futuro, col vecchio che resiste perché non saprebbe come cambiare e il nuovo che avanza aggressivo, famelico; sui tetti, cisterne e parabole; il megastore Coin di quattro piani e il mercato dei rom alla stazione dei treni; internet per tutti e i cavi volanti appesi fuori dalle finestre.

E montagne, tutto intorno, a guardare.

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