mercoledì 6 ottobre 2010

shumë shi !!!

Piove a dirotto. Non so quale sia l'equivalente albanese di cats and dogs, hasta los maridos o vache qui pisse, ma comunque quello lì.

Stanotte mi sono svegliata perché i lampi illuminavano completamente la finestra del balcone in camera da letto: furbamente, l'unica in tutta la casa senza serranda e con uno spiffero pazzesco alla (supposta) giuntura fra le due porte scorrevoli. Poi nel pomeriggio ha smesso, solo che io mi sono "distratta" su un documento che devo finire entro venerdì e quando ho sollevato gli occhi dallo schermo era di nuovo un muro d'acqua.
Che di per sé non sarebbe gravissimo: non mi pavoneggio forse ad ogni occasione del mio anno irlandese, quello in cui appresi a convivere serenamente con una pioggia torrenziale, persistente e in pratica orizzontale? Sì, solo che questa non è Galway ma Tirana; più specificamente, questa è la "pianificazione urbana" di Tirana, cioè: dislivelli nelle strade che producono stagni non guadabili a bordo marciapiede, sterrati improvvisi che si tramutano in pantani e - come se non bastasse - piazza Skanderbeu sventrata per dei lavori di risistemazione che sembrano avere tempi assai più politici ("Le mani sulla città" docet ... ) che stagionali.

Sono rientrata a casa bagnata come un pulcino bagnato. La buona notizia è che i miei Dr Martens sono sempre all'altezza della situazione. La cattiva notizia è che, causa evidente incompatibilità di orari fra gli impegni della sarta e i miei impegni lavorativi, i miei unici jeans ce li avevo addosso sotto il diluvio universale: ne ho portato un paio nuovo da Bruxelles, ma sono ancora ad accorciare. Fortunatamente ho recuperato il mio piccolo "pinguino" (come si chiama in italiano? quello che si usa in bagno per fare caldo!) dai lasciti della mia casa precedente che avevo distribuito fra amici vari, e me ne sto servendo per accelerare artificialmente il processo di asciugatura.

Dice che per salvarmi dal senso di provvisorietà devo riderci sopra ...

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