La parrucchiera mi ha fratto una capa di lacca che nemmeno negli anni Ottanta! Ska problem, tanto con due colpi di spazzola si ridimensiona, e comunque mi ha preso l'equivalente di poco meno di 5 euro per aggiustarmi il taglio contro i 20 euro del parrucchiere sciccosetto di Roma, per cui sono molto contenta. Pare che, almeno qui a Tirana, ci sia un surplus di offerta di parrucchiere da donna: ci sono un sacco di negozi e li vedo sempre vuoti; non so se questo dipenda da una programmazione superficiale dell'offerta di formazione professionale in Albania, o se sia come per quelle sospette agenzie di viaggio sempre vuote che ci sono a Torre Drin ... Nal dubbio, eviterò ancora una volta di farmi troppe domande.
L'estetista invece (che poi è la sorella della parrucchiera) è brava anche lei ma fa dei prezzi decisamente italiani. Credo che questo determinerà la triste fine della mia frequentazione col massaggio rilassante e anche un certo recupero dell'auto-manicure. Qui a Tirana va moltissimo la ricostruzione delle unghie, che è una tecnica più avanzata rispetto all'unghia posticcia di quando io ero piccola: praticamente, prima si stende sull'unghia naturale una specie di gel cementificante, poi si incolla con l'attack un'unghia finta ipercoriacea che si modella con l'ausilio di una minipiallatrice elettrica tipo quelle che usano i dentisti, infine si passa al decoro. La svolta di questa complessa e costosa operazione è che le unghie diventano indistruttibili e necessitano solo di una piccola manutenzione periodica.
Sono così informata perché ovviamente non ho potuto trattenermi dal farmele anche io. Devo ammettere che ho una decisa propensione per il decoro a strass; ciononostante, con buona pace del mio datore di lavoro, dell'istituzione che a volte rappresento e anche della dignità dei miei trent'anni suonati, ho invece optato per una semplice french squadrata un po' lunga, di cui sono abbastanza fiera. Comunque, la nota più significativa è che l'estetista ha un salone di lusso arredato in ZEBRATO, comprese ciabattine e asciugamani.
Se il kitsch vi intriga, troverete l'Albania irresistibile.
L'estetista invece (che poi è la sorella della parrucchiera) è brava anche lei ma fa dei prezzi decisamente italiani. Credo che questo determinerà la triste fine della mia frequentazione col massaggio rilassante e anche un certo recupero dell'auto-manicure. Qui a Tirana va moltissimo la ricostruzione delle unghie, che è una tecnica più avanzata rispetto all'unghia posticcia di quando io ero piccola: praticamente, prima si stende sull'unghia naturale una specie di gel cementificante, poi si incolla con l'attack un'unghia finta ipercoriacea che si modella con l'ausilio di una minipiallatrice elettrica tipo quelle che usano i dentisti, infine si passa al decoro. La svolta di questa complessa e costosa operazione è che le unghie diventano indistruttibili e necessitano solo di una piccola manutenzione periodica.
Sono così informata perché ovviamente non ho potuto trattenermi dal farmele anche io. Devo ammettere che ho una decisa propensione per il decoro a strass; ciononostante, con buona pace del mio datore di lavoro, dell'istituzione che a volte rappresento e anche della dignità dei miei trent'anni suonati, ho invece optato per una semplice french squadrata un po' lunga, di cui sono abbastanza fiera. Comunque, la nota più significativa è che l'estetista ha un salone di lusso arredato in ZEBRATO, comprese ciabattine e asciugamani.Se il kitsch vi intriga, troverete l'Albania irresistibile.
Nessun commento:
Posta un commento