domenica 22 giugno 2008

devastuar

L'albanese ha anche una grammatica complicata: i sostantivi, ad esempio, hanno tutti e tre i generi, hanno i casi ma anche gli articoli, i verbi hanno tre coniugazioni regolari più quelle irregolari e dei modi stranissimi, tipo l'ottativo (come in greco antico) e l'ammirativo. Per ora, mentre ancora non ci capisco niente, il mio cervello ha cominciato a orientarsi isolando alcuni suffissi ricorrenti: ad esempio -tim, che deve essere come -zione, o -tuar, che indica participio passato.

Qualche giorno fa eravamo a cena in un locale durante la partita; il commentatore a un certo punto segue un'azione che va male e esclama: DEVASTUAR! Nessuno di noi stava seguendo la partita, ci guardiamo e scoppiamo a ridere: devastuar ?!? Ma che parola fantastica !!! Decido immediatamente che farà parte del mio personale elenco di parole preferite che prendo da varie lingue; anzi: devastuar è TROPPO bella, devo subito diffonderla fra i miei amici italiani e farla diventare un modo di dire imprescindibile!

A dire la verità, ora sul dizionario non la ritrovo: pare che “devastato” si dica rrënuar; però a tavola eravamo in 6 e l'abbiamo capita tutti nello stesso modo ... Quindi non lo so se esiste davvero, ma voglio pensare di sì, perché non mi riesco a immaginare un'altra parola che esprima così perfettamente il concetto.

Tutto questo per dire che Vincenzo è partito stamattina. LO SO che starà via solo una settimana e che forse anche io mancherò qualche giorno per un convegno, però il mio cuoricino non è ancora abituato all'idea che lui torni presto per davvero, che non sarà più come a Tunisi che sta via un'infinità di tempo e io in culo al mondo ci devo abitare da sola come se non fossimo una vera famiglia.
Quindi ecco ... diciamo che, in attesa di conferma, per il momento mi sento abbastanza devastuar.

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