martedì 10 giugno 2008

uomini

Ho sempre avuto degli uomini come capi. A volte deludenti, immaturi, arroganti, francamente psicopatici, umanamente difficili da gestire o anche semplicemente distratti; il mio ex capo preferito è anzi quasi quasi fuori di testa, ma deve essere per questo che mi piace lavorare per lui.
Comunque uomini, e non è che io sia ingegnere meccanico o fisico nucleare o non so bene quale altra specialità fortemente "maschilizzata" (è un termine tecnico dei gender studies: don't bother): alla fine dei conti ho studiato "solo" scienze politiche ... Anche se, pensandoci bene, mi ricordo precisamente molte volte in cui, mentre facevo la specializzazione in politica internazionale, mi sono sentita dire "però, Serena, accidenti ... con te si può parlare (sottinteso: di politica estera) come se fossi un uomo", e altri ameni commenti consimili.
Poi per quattro anni che ho fatto ricerca a tempo pieno ho dovuto difendere che i women's/gender studies non sono un (mio) capriccio ma una branca legittima delle scienze sociali e di quelle politiche; nel giudizio con cui sono stata ammessa a discutere la mia tesi dottorale (che comunque nessuno aveva letto) è consegnato agli atti che si trattava di un buon lavoro, nonostante "una certa impostazione un po' vetero-femminista".
ODIO quando mi danno della vetero-femminista a sproposito !

Oltre a capi uomini, tendo ad avere colleghi e amici maschi. Trovo quelli della mia generazione abbastanza sopportabili, o forse io col tempo sono diventata più paziente: quando mi accorgo che uno è fondamentalmente cretino mi disconnetto dalla relazione, senza più pretendere di mangiarmelo vivo. E poi, sto scoprendo che i trentenni sono insospettatamente interessanti: hanno dei dubbi, si sentono a volte fragili, sanno che non necessariamente avrebbero la meglio a scontrarsi con una donna e non per forza nutrono rancore.
Mi rendo conto che frequento un gruppo molto selezionato e statisticamente poco significativo, ma questa sensazione mi lascia sperare che le cose possano andare meglio, che possa finire la stagione del "non posso più darti ordini, puttana, per cui ti do una badilata in testa e poi trovo anche un avvocato che ha la faccia come il culo di difendermi in tribunale" (storia vera, purtroppo). Forse la mia generazione può essere quella che "parliamone alla pari", e la generazione dopo la mia meglio ancora.

Indipendentemte dal mio più o meno vetero femminismo, è che oggi ho partecipato a un seminario internazionale sulla tratta delle donne. Gli anni che ci sono voluti, in Italia, per tirare fuori dal cilindro una fattispecie di reato simile alla riduzione in schiavitù. I secoli che ci vorranno perché gli uomini si rendano conto di cosa c'è dietro i loro puttan-tour. Nel Paese in cui erano gli anni Novanta del secolo XX quando è stato infine messo nero su bianco che lo stupro, nel nostro ordinamento, è un reato contro la persona e non contro la morale. E in cui ancora recentemente mi sono sentita dire che il limite di età sotto il quale non si ammette rapporto sessuale consenziente è stata un'esagerazione delle solite femministe (il rapporto con una minorenne è stupro solo se l'uomo è più di tre anni maggiore di lei, in realtà).

Quando smetterò di lavorare perché sarò definitivamente stanca dell'ufficio, credo che per un po' farò la volontaria; forse non sono abbastanza brava col sostegno psicologico ma credo di poter scrivere progetti e fare fund raising, che comunque serve per andare avanti. Mi piace avere degli obiettivi, mi piace sapere che posso fare delle cose che hanno un senso. Presto, direi.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sono un maschietto e sono d'accordo con te. Non si possono mica cambiare millenni di storia in una generazione. Sono convinto che i nostri figli e figlie riusciranno a vivere meglio il conflitto tra i sessi e soprattutto a godere gli enormi vantaggi di poter condividere responsabilita', preoccupazioni, gioie. E se aumenteranno, come aumentano, separazioni e divorzi, vorra' dire che ci sara' anche meno sofferenza... non so se c'entra, ma questo m'hai ispirato.