Vincenzo occhio-di-lince ha scorto un sentiero al bordo della strada pericolosamente trafficata. Forse si tratta degli unici resti ancora fruibili dei passati investimenti nella “valorizzazione” del Parco Nazionale: un sentiero che sale per la montagna, verso l'interno, facile da percorrere perché fatto con un largo acciottolato, quasi pavimentato. A giudicare dalla spazzatura abbandonata ai bordi, il primo tratto deve essere battuto dai vacanzieri, anche perché conduce a uno spiazzo con chiari segni di passati barbecue; subito dopo lo spiazzo, però, comincia la vera passeggiata, non troppo impegnativa, sufficientemente ombreggiata e con dei punti panoramici davvero belli. Peccato che poi il sentiero finisca all'improvviso in un grande campo di felci e non ce la siamo sentita di addentrarci oltre sulla pista.
Secondo la guida Bradt, a poca distanza dal nostro albergo ci sarebbe il famoso (?) “passo di Cesare”, laddove il futuro imperatore di Roma, all'inseguimento di Pompeo, avrebbe attraversato con le sue truppe quello che allora era la provincia del Nuovo Epiro. Visto e considerato che la fondatezza archeologica di questa collocazione ci pare labile, abbiamo stabilito che quello su cui ci siamo incamminati sarà per noi l'inizio del passo di Cesare. E se non lo è, pazienza: per noi rimane l'epico baluardo di tranquillità e montagna in mezzo al caos di questo strano ferragosto.
Abbiamo cercato di camminare su altri sentieri battuti, che però non si addentrano nel bosco ma corrono quasi paralleli alla strada; abbiamo verificato che sono luoghi di pic-nic abusivi, con tanto di falò (in mezzo alle conifere a 40 minuti di macchina dalla prima città in un Paese che non dispone di un servizio tipo vigili del fuoco).
Credo che tutto questo sia molto triste per la montagna, che invece per me mantiene una bellezza altera e magica, con queste cime di verde scurissimo, quasi nero, e le nubi che si levano come vapore dalle vette. Siamo riusciti a riconoscere giusto un paio di piante molto facili (rose selvatiche, agrifoglio, lamponi, more, forse una quercia) e abbiamo visto delle grosse farfalle arancioni e altre piccole color lilla intenso. Siamo senza dubbio gli unici presenti venuti per la montagna e non per mangiare l'agnello arrostito prima o dopo il mare o sulla strada verso la discoteca (abbiamo dedotto che deve essere un must delle vacanze, da queste parti).
Domani rifaremo la stessa passeggiata, perché è piacevole. E anche perché Vince trova divertente il fatto di essere venuto al passo di Cesare, già provincia del Nuovo Epiro, accompagnato da una tarantina e con un autista che si chiama Pirro ...
Secondo la guida Bradt, a poca distanza dal nostro albergo ci sarebbe il famoso (?) “passo di Cesare”, laddove il futuro imperatore di Roma, all'inseguimento di Pompeo, avrebbe attraversato con le sue truppe quello che allora era la provincia del Nuovo Epiro. Visto e considerato che la fondatezza archeologica di questa collocazione ci pare labile, abbiamo stabilito che quello su cui ci siamo incamminati sarà per noi l'inizio del passo di Cesare. E se non lo è, pazienza: per noi rimane l'epico baluardo di tranquillità e montagna in mezzo al caos di questo strano ferragosto.
Abbiamo cercato di camminare su altri sentieri battuti, che però non si addentrano nel bosco ma corrono quasi paralleli alla strada; abbiamo verificato che sono luoghi di pic-nic abusivi, con tanto di falò (in mezzo alle conifere a 40 minuti di macchina dalla prima città in un Paese che non dispone di un servizio tipo vigili del fuoco).
Credo che tutto questo sia molto triste per la montagna, che invece per me mantiene una bellezza altera e magica, con queste cime di verde scurissimo, quasi nero, e le nubi che si levano come vapore dalle vette. Siamo riusciti a riconoscere giusto un paio di piante molto facili (rose selvatiche, agrifoglio, lamponi, more, forse una quercia) e abbiamo visto delle grosse farfalle arancioni e altre piccole color lilla intenso. Siamo senza dubbio gli unici presenti venuti per la montagna e non per mangiare l'agnello arrostito prima o dopo il mare o sulla strada verso la discoteca (abbiamo dedotto che deve essere un must delle vacanze, da queste parti).
Domani rifaremo la stessa passeggiata, perché è piacevole. E anche perché Vince trova divertente il fatto di essere venuto al passo di Cesare, già provincia del Nuovo Epiro, accompagnato da una tarantina e con un autista che si chiama Pirro ...
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