mercoledì 13 agosto 2008

parasole

Non so come mai, ma a Tirana è usanza femminile girare per la città con il parasole. Una volta distrattamente commentavo con un autista che la cosa mi sembra buffissima e lui mi ha guardato perplesso e mi ha risposto "ma se c'è il sole, scusa ... come si fa?".

In effetti la città è calda e assolata e non ci sono viali alberati per ripararsi. Anche i dieci minuti dall'ufficio al ristorante dove andiamo a pranzo possono significare serio rischio di colpo di sole, con la conseguenza che raramente in questa stagione ci arrischiamo ad allontanarci dal building climatizzato di Torre Drin nella fascia oraria compresa fra le 10 e le 17. A meno che ...

Mi sono procurata anche io un parasole. Ho giudicato eccessivo camminare per strada in pieno gusht con l'ombrellino vero e proprio, quello da pioggia insomma. Quindi ne ho comprato uno cinese, un "parasole" propriamente detto. Tutte lo usano qui a Tirana, creando questo incongruo paesaggio umano/urbano di ombrellini di carta colorati lungo il bulevard, con i suoi edifici metà fascisti metà real-socialisti e il traffico di grosse Mercedes.

La domanda è: l'uso dell'ombrellino di carta risalirà mica ai tempi in cui Hoxha intratteneva relazioni internazionali solo ed esclusivamente con la Cina, prima di chiudere defintivamente il Paese nell'isolamento?

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