Stamattina all'alba, subito prima di partire, mi sono sentita malissimo: siamo riusciti a rientrare per un soffio, prima che mi scoppiasse la febbre alta. Vomitavo talmente tanto che non ho potuto prendere l'aspirina fino al pomeriggio; io ero tutto sommato abbastanza tranquilla, ma Vince pensava già a come fare per infilarmi sotto la doccia ghiacciata in caso la temperatura mi arrivasse a 40 ... forse dovremmo cominciare a disintossicarci dalle medical fiction!
So che c'è un virus in giro: tutti in ufficio sono stati male e anche amici e parenti in visita, ma pensavo di essermela scampata. Ovviamente no. Da quando sono in Albania è la prima volta che sto davvero male (giusto a marzo avevo avuto qualche giorno di mal di gola e una buffissima afasia). Di solito l'influenza intestinale mi prende una o due volte durante i primi mesi in un nuovo Paese, come una specie di pedaggio ai batteri alimentari locali, ma la reggo piuttosto bene; questa invece mi ha ricordato quella epica volta in Marocco che tremavo al punto da non riuscire a tirare fuori la tachipirina dal suo blister. Comunque, considerato che sono anche uscita indenne da un mese in Africa nera, direi che la mia performance è mediamente buona.
C'è però un'altra possibilità. Dato che eravamo in montagna, presa dall'entusiasmo ho pensato bene di riempire una bottiglina d'acqua a una fontana e di berne metà prima di realizzare che nessuno degli autoctoni che affollavano i numerosi ristoranti lì intorno sembrava ritenerla potabile. D'altronde l'acqua corrente in città NON E' potabile, e non perché manchino gli impianti di potabilizzazione (che anzi sono moderni e funzionali) ma perché la rete di distribuzione è obsoleta, fatiscente e corre simpaticamente accanto alla rete di scarico delle acque reflue, pure quella non proprio nuova di zecca. Insomma: c'è un serio problema di infiltrazioni; e, collateralmente, nel Paese prolifera un parassita che si chiama giardia. Quindi a questo punto non so se ho un virus - che passa da solo - o se ho bevuto il parassita, parecchio più noioso da eliminare ...
La parassitologia è un argomento di conversazione corrente fra gli espatriati che fanno il mio lavoro: di necessità virtù - come si dice - ognuno di noi accumula conoscenze sperimentali che si preoccupa di diffondere, in modo che i nuovi arrivati siano allertati su sintomatologia, trattamento, medici di fiducia, eccetera. Dalle informazioni in mio possesso mi sento di escludere la giardia; ma indagherò.
Il punto è che questo Paese trae un po' in inganno: con l'Unione europea praticamente dietro l'angolo e al tempo stesso l'acqua non potabile e i tagli di corrente elettrica. Come si "misura", allora, lo sviluppo? E quanto sarà davvero difficile vivere qui?
So che c'è un virus in giro: tutti in ufficio sono stati male e anche amici e parenti in visita, ma pensavo di essermela scampata. Ovviamente no. Da quando sono in Albania è la prima volta che sto davvero male (giusto a marzo avevo avuto qualche giorno di mal di gola e una buffissima afasia). Di solito l'influenza intestinale mi prende una o due volte durante i primi mesi in un nuovo Paese, come una specie di pedaggio ai batteri alimentari locali, ma la reggo piuttosto bene; questa invece mi ha ricordato quella epica volta in Marocco che tremavo al punto da non riuscire a tirare fuori la tachipirina dal suo blister. Comunque, considerato che sono anche uscita indenne da un mese in Africa nera, direi che la mia performance è mediamente buona.
C'è però un'altra possibilità. Dato che eravamo in montagna, presa dall'entusiasmo ho pensato bene di riempire una bottiglina d'acqua a una fontana e di berne metà prima di realizzare che nessuno degli autoctoni che affollavano i numerosi ristoranti lì intorno sembrava ritenerla potabile. D'altronde l'acqua corrente in città NON E' potabile, e non perché manchino gli impianti di potabilizzazione (che anzi sono moderni e funzionali) ma perché la rete di distribuzione è obsoleta, fatiscente e corre simpaticamente accanto alla rete di scarico delle acque reflue, pure quella non proprio nuova di zecca. Insomma: c'è un serio problema di infiltrazioni; e, collateralmente, nel Paese prolifera un parassita che si chiama giardia. Quindi a questo punto non so se ho un virus - che passa da solo - o se ho bevuto il parassita, parecchio più noioso da eliminare ...
La parassitologia è un argomento di conversazione corrente fra gli espatriati che fanno il mio lavoro: di necessità virtù - come si dice - ognuno di noi accumula conoscenze sperimentali che si preoccupa di diffondere, in modo che i nuovi arrivati siano allertati su sintomatologia, trattamento, medici di fiducia, eccetera. Dalle informazioni in mio possesso mi sento di escludere la giardia; ma indagherò.
Il punto è che questo Paese trae un po' in inganno: con l'Unione europea praticamente dietro l'angolo e al tempo stesso l'acqua non potabile e i tagli di corrente elettrica. Come si "misura", allora, lo sviluppo? E quanto sarà davvero difficile vivere qui?
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