sabato 11 aprile 2009

reporting from Ljubljana # 3

Ljubljana je lepo mesto [Lubiana è una bella città], recita lo slogan dell'efficientissima Agenzia di Promozione Turistica.

Sarà il bel tempo e la relativa pace di un week-end festivo; sarà che sono sensibile all'impronta fortemente Jugendstil che alla città ha dato l'architetto Jože Plečnik; sarà il fascino irresistibile del lungofiume assolato con il mercato coperto (ispirato ai fori romani), i piccoli bar, caffè e ristoranti; sarà il castello che osserva chiese strade e palazzi dall'alto della collina, ottimo esempio di restauro moderno e ripensamento dello spazio pubblico. In ogni caso la città è bella, senza alcun dubbio.

Stamattina ascoltavo la gente al bar del mercato e giurerei che parlavano con cadenza friulana, anche se certe parole suonavano decisamente russe (tipo na zdravje, che significa "prosit"). Oziosamente, mi sono messa a consultare la sezione "frasario minimo sloveno" della mia guida: operazione quanto mai inutile dato che inglese, tedesco, italiano e francese qui sono considerate lingue turistiche, tutte parlate e scritte correntemente.
Ho così scoperto che non solo si usa čao per salutarsi (come in quasi tutta Europa, immagino a causa degli emigranti italiani), ma che la frase "arrivederci, alla prossima" si traduce na svidenje, se vidimo. Mezzo russo, mezzo friulano? Che altro dire sul métissage?

Il simbolo della bella Ljubljana è un drago. Il mito di fondazione della città si basa sulla sua uccisione, che antropologicamente è un simbolo potente del prevalere del "pensiero razionale", chiamato spesso - a torto o a ragione - "civiltà". A uccidere questo drago sarebbe stato addirittura Giasone degli Argonauti, la cui tragica storia con Medea fu essa stessa metafora di un primordiale scontro fra civiltà.


Il drago ucciso da Giasone - o da San Giorgio, in epoca cristiana - comunque, ora dorme (o veglia) in cima al castello nello stemma comunale di Ljubljana, ed è posto a guardia di uno dei ponti più belli della città.
Epilogo intrigante ...

www.visitljubljana.si

1 commento:

serena ha detto...

Mentre eravamo in areoporto, io e Vince abbiamo visto un libro in qualche lingua slava e nel titolo si leggeva la parola zmaj.

"Ma questo parla del drago di Ljubljana, allora", ho detto io.
Mio marito mi ha guardata con la stessa espressione inquisitiva di quella faccina di skype che alza il sopracciglio, e mi ha fatto la tipica domanda che mi fa Alessio (anche lui alzando il sopracciglio, ora che ci penso ... ): "E tu come fai a saperlo?".

Come faccio a sapere che zmaj vuol dire drago? "Mai dire zmaj", mi viene in mente all'improvviso. La mia amica principessa e i suoi draghi ...