Oggi sono stata al Parlamento Europeo. Ci ero già stata nel 2004, la prima volta che visitavo Bruxelles e già allora era per andare a trovare Vincenzo (eravamo all'epoca amanti clandestini!); siccome lui doveva lavorare, mi spedì a fare la visita guidata, che è di una noia mortale ...
Stavolta invece ho fatto il badge (schedata come moglie di funzionario a contratto) e sono potuta entrare nei corridoi, negli uffici e soprattutto nella famosa mensa: la migliore delle Istituzioni europee! Menu vegetariano equo/solidale, frutta fresca di stagione, spazi ampi e grandi finestre su questa Bruxelles insolitamente piena di sole. Mi sono abusivamente intrufolata nella biblioteca per scrivere sul mio computerino e sono stata anche tentata di farmi una pennica sul divano.
Poi però ho dovuto prendere l'autobus per l'areoporto. È il secondo anno di seguito che salto il ricevimento del 2 giugno. Non che ne senta specialmente la mancanza, anzi: se il mio volo fosse stato un po' più tardi avrei brigato per farmi inserire nella lista degli invitati della Rappresentanza permanente a Bruxelles, che deve essere peraltro assai più snob di quella dell'Ambasciata di Tirana.
Ho conosciuto alcuni dei capi e colleghi di Vincenzo. Tutti trovano piuttosto impressionante il fatto che io possa avere liberamente scelto di lavorare in Tunisia e poi (e specialmente) in Albania. Questi commenti mi lasciano sempre quella certa sensazione di scollamento fra mondi paralleli; e poi mi chiedo anche: quanto sembra lontana Tirana, vista da Bruxelles? Direi parecchio; sicuramente più di quanto Bruxelles non sembri vicina a chi la guarda - ansiosamente ma convintamente - da Tirana. Il manifesto elettorale del partito di Governo è un esempio calzante: recita "Sot NATO, nesër Bashkimi Evropianë" [oggi la NATO, domani l'UE]. Domani, sì sì ...
Però sulla strada per l'areoporto sono passata vicino al quartier generale della NATO e la bandiera dell'Albania, in effetti, sventola: è anche (per ragioni alfabetiche) la prima della fila ...
Stavolta invece ho fatto il badge (schedata come moglie di funzionario a contratto) e sono potuta entrare nei corridoi, negli uffici e soprattutto nella famosa mensa: la migliore delle Istituzioni europee! Menu vegetariano equo/solidale, frutta fresca di stagione, spazi ampi e grandi finestre su questa Bruxelles insolitamente piena di sole. Mi sono abusivamente intrufolata nella biblioteca per scrivere sul mio computerino e sono stata anche tentata di farmi una pennica sul divano.
Poi però ho dovuto prendere l'autobus per l'areoporto. È il secondo anno di seguito che salto il ricevimento del 2 giugno. Non che ne senta specialmente la mancanza, anzi: se il mio volo fosse stato un po' più tardi avrei brigato per farmi inserire nella lista degli invitati della Rappresentanza permanente a Bruxelles, che deve essere peraltro assai più snob di quella dell'Ambasciata di Tirana.
Ho conosciuto alcuni dei capi e colleghi di Vincenzo. Tutti trovano piuttosto impressionante il fatto che io possa avere liberamente scelto di lavorare in Tunisia e poi (e specialmente) in Albania. Questi commenti mi lasciano sempre quella certa sensazione di scollamento fra mondi paralleli; e poi mi chiedo anche: quanto sembra lontana Tirana, vista da Bruxelles? Direi parecchio; sicuramente più di quanto Bruxelles non sembri vicina a chi la guarda - ansiosamente ma convintamente - da Tirana. Il manifesto elettorale del partito di Governo è un esempio calzante: recita "Sot NATO, nesër Bashkimi Evropianë" [oggi la NATO, domani l'UE]. Domani, sì sì ...
Però sulla strada per l'areoporto sono passata vicino al quartier generale della NATO e la bandiera dell'Albania, in effetti, sventola: è anche (per ragioni alfabetiche) la prima della fila ...
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