domenica 21 giugno 2009

più del sorgere del sole

Stamattina abbiamo partecipato a un lungo incontro con un gruppo di ex detenuti politici. Ho seguito quello che potevo, col disagio di trovarmi lì per caso, quasi per sbaglio; ho ordinato solo un succo di frutta e non ho accettato nessuna sigaretta, perché ho sentito improvvisamente il bisogno di sembrare il più normale possibile (qui, come dappertutto, le brave ragazze non bevono, non fumano e non parlano a sproposito).

Durante la conversazione ci hanno raccontato del periodo dei bombardamenti: di quando "aspettavamo gli aerei da Aviano più del sorgere del sole". Aspettare le bombe più del sorgere del sole. Quanto conta, dieci anni dopo, chiedersi ancora chi aveva "ragione"? Non lo so; e sospetto di non volerlo sapere.

Ci siamo ovviamente lasciati accompagnare a visitare il memoriale della famiglia Jashari a Prekaz, poco fuori Skenderaj. "Come Garibaldi per noi italiani", ha detto qualcuno, suscitando chiara approvazione da parte dei nostri ospiti. La profondità del paragone forse sfugge, visto che Garibaldi è in larga misura un eroe nazionale costruito a tavolino, idealizzato e romantico (in senso ottocentesco) e della storia sua e dei suoi mille compagni si censurano in genere gli aspetti - forse inevatibili - più scomodi.
A livello internazionale si dice che Adem Jashari è "il Che Guevara kossovaro", per capirsi. Infatti c'è anche un suo ritratto stilizzato che si usa come logo e sulle t-shirt, con lo slogan «Bac u kry!»; che significa all'incirca «È fatta zio!».

Il memoriale comprende la casa della famiglia Jashari, assediata e distrutta dalle truppe speciali serbe dopo tre giorni di resistenza; le vittime sono state 56, di cui 41 Jashari (praticamente tutto il villaggio), donne e bambini. A parte i giudizi politici sull'UÇK - in cui non voglio entrare - la cosa fa comunque impressione. Mi sembra di capire che solo una ragazzina è stata risparmiata nella strage, affinché potesse raccontarlo; non ho il coraggio di immaginarmi che vita faccia oggi.

Peraltro, continuo a pensare alle bombe e al sorgere del sole.

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