domenica 21 giugno 2009

prizren e i turqi

È la stanchezza che mi rende sentimentale. E anche vulnerabile. E non mi piace. Ho bisogno di dormire.

Arriviamo a Prizren e ci dirigiamo verso una casa privata dove saremo ospiti.
- I proprietari di questa casa sono turchi, sono molto simpatici.
- In che senso turchi?
- Eh: nel senso che appartengono alla minoranza turca.
- Quale minoranza turca?
- Ma, Serena! Scusa, l'Ombudsman non te l'ha spiegato che in Kossovo ci sono sei diverse comunità etniche? Quella turca è la più importante dopo quella albanese e quella serba. Secondo te, sennò, per cosa stanno quelle sei stelle sulla bandiera?

Veramente credevo ce ne fossero sei per fare la metà delle stelline dell'Unione Europea ...

La famiglia ci riceve molto cordialmente in un salone alla turca e ci offre del caffé turco. Mi viene il dubbio che cominceranno anche a parlarci in turco, ma "per fortuna" invece usano l'albanese (che per loro è una seconda lingua); anzi, l'albanese kossovaro. Insomma: prevedo che capirò una parola ogni cento ma non mi aspetto di dover fare chissà quali conversazioni ...

Invece il capofamiglia ci mette a parte di una serie di sue interessantissime riflessioni sulla situazione dei Balcani e sull'allargamento dell'Unione Europea. E noi interagiamo. La carica surreale di questa scena senza lingua veicolare è straordinariamente affascinante. Peraltro io - edotta analista politica nonché demografa - condivido appieno la sua interpretazione della vera ragione per cui la pre-adesione della Turchia non fa progressi (tipo: Turqia shume persona). Sono allibita. E, ad abundantiam, credo di avere rifilato recentemente questo discorso proprio ad uno o due dei miei presenti compagni di viaggio!

Dopo esserci riposati usciamo per cena. Incontriamo altre persone. Chi-sei-dove-vivi-per-chi-lavori-cosa-fai. Certo il Kossovo non è affatto vegetarian-friendly, la pizza è cattiva (non c'è la mozzarella) e la pasta scotta; però questo kashkaval impanato e fritto mi sembra una variante interessante ...

Abbiamo concluso la serata a tequila sale & limone; un certo numero di giri. Mi sento stranamente bene attorno a questo tavolo: una cosa bella dei Balcani è che nessuno rifiuta mai un altro giro di qualcosa che somiglia alla rakja. Alla fine ho pagato io per tutti e hanno creduto che fosse perché ero ubriaca.

Inutile cercare di spiegare quanto fossi, al contrario, raramente lucida ...

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