Riprendiamo il viaggio in macchina. Non ho ancora mai guardato una cartina del Kossovo e non ho nessuna idea di dove ci troviamo né di dove stiamo andando; sto seduta dietro e non devo nemmeno tenere d'occhio la strada; lasciarmi portare, in questo momento, è una sensazione estremamente lussuosa.
Per pranzo facciamo una pausa byrek in mezzo al nulla; mi sento di precisare che il byrek albanese, sottile, croccante e piegato a triangolo, è superiore a quello kossovaro/yugoslavo. Ora come ora non mi sembra plausibile, ma so - profondamente, da qualche parte - che il byrek mi mancherà, a un certo punto.
Antonio parla al benzinaio in albanese; quello gli risponde in serbo; tutto questo, però, in una zona albanofona. Possibile spiegazione: dalla targa (nonché dal nostro albanese ... ) si capisce che siamo stranieri per cui il benzinaio, come forma di rispetto, cerca di comunicare con noi in "straniero" e l'unica lingua straniera che conosce è il serbo. Sembra assurdo, no? Sembra ...
- E allora adesso andiamo in uno dei miei posti preferiti: il monastero di Dečani; che si trova a Deçan.
Sento un ronzìo nella testa e mi sconnetto del tutto: prima di cortocircuitare.
Che poi piove, a me l'architettura sacra non piace e non riesco in nessun modo a conciliare il presidio militare (questi sono pure italiani) col paesaggio. Ma anche sconnettersi è una sensazione lussuosa, quasi sensuale ...
- Guarda, Serena: eccolo il tuo San Giorgio!
Ups: questo significa che parlo anche dal vivo delle cose che scrivo? Vabbe', facciamo finta di niente ...
Le icone sono prodotte qui e sono in vendita. Questo San Giorgio ortodosso ha tutta un'iconografia di contorno, con dei personaggi che non riconosco; magari un giorno, quando torno in Europa, mi studio seriamente la questione. Ricapitoliamo: San Giorgio è un santo molto venerato in quelle zone in cui più forte è stata la confrontazione fra Cristiani e Musulmani; in questo senso l'ho incontrato per la prima volta nel sud della Spagna e poi l'ho rivisto in ogni città dell'Europa centro-orientale che si è trovata, nella storia, ai confini con l'Impero Ottomano. Oggi che questo mio viaggio forse sta finendo, ha particolarmente senso comprarlo qui; magari lo porto a Bruxelles, per la casa nuova. Non credo ai santi, ma mi piacciono gli amuleti (e nessun fulmine mi ha ancora colpita!).
Il frate (che deve essere caduto da piccolo nel pentolone della rakja) mi offre un mini dittico con questo stesso San Giorgio e una Madonna. Il santo che uccide l'alterità e la versione più moderna della dea-madre ... non male come accostamento. Lo regalerò a un mio amico che si chiama Giorgio; lui, secondo me, potrebbe capire.
Per pranzo facciamo una pausa byrek in mezzo al nulla; mi sento di precisare che il byrek albanese, sottile, croccante e piegato a triangolo, è superiore a quello kossovaro/yugoslavo. Ora come ora non mi sembra plausibile, ma so - profondamente, da qualche parte - che il byrek mi mancherà, a un certo punto.
Antonio parla al benzinaio in albanese; quello gli risponde in serbo; tutto questo, però, in una zona albanofona. Possibile spiegazione: dalla targa (nonché dal nostro albanese ... ) si capisce che siamo stranieri per cui il benzinaio, come forma di rispetto, cerca di comunicare con noi in "straniero" e l'unica lingua straniera che conosce è il serbo. Sembra assurdo, no? Sembra ...
- E allora adesso andiamo in uno dei miei posti preferiti: il monastero di Dečani; che si trova a Deçan.
Sento un ronzìo nella testa e mi sconnetto del tutto: prima di cortocircuitare.
Che poi piove, a me l'architettura sacra non piace e non riesco in nessun modo a conciliare il presidio militare (questi sono pure italiani) col paesaggio. Ma anche sconnettersi è una sensazione lussuosa, quasi sensuale ...
- Guarda, Serena: eccolo il tuo San Giorgio!
Ups: questo significa che parlo anche dal vivo delle cose che scrivo? Vabbe', facciamo finta di niente ...
Le icone sono prodotte qui e sono in vendita. Questo San Giorgio ortodosso ha tutta un'iconografia di contorno, con dei personaggi che non riconosco; magari un giorno, quando torno in Europa, mi studio seriamente la questione. Ricapitoliamo: San Giorgio è un santo molto venerato in quelle zone in cui più forte è stata la confrontazione fra Cristiani e Musulmani; in questo senso l'ho incontrato per la prima volta nel sud della Spagna e poi l'ho rivisto in ogni città dell'Europa centro-orientale che si è trovata, nella storia, ai confini con l'Impero Ottomano. Oggi che questo mio viaggio forse sta finendo, ha particolarmente senso comprarlo qui; magari lo porto a Bruxelles, per la casa nuova. Non credo ai santi, ma mi piacciono gli amuleti (e nessun fulmine mi ha ancora colpita!).Il frate (che deve essere caduto da piccolo nel pentolone della rakja) mi offre un mini dittico con questo stesso San Giorgio e una Madonna. Il santo che uccide l'alterità e la versione più moderna della dea-madre ... non male come accostamento. Lo regalerò a un mio amico che si chiama Giorgio; lui, secondo me, potrebbe capire.
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